“Res ardua vetustis novitatem dare, novis auctoritatem, obsoletis nitorem, obscuris lumen, fastiditis gratiam, dubiis fidem, omnibus vero naturam et naturae sua omnia…”. Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, Prologo.

“E’ compito arduo dare una veste nuova ad argomenti antichi, conferire autorità a quelli che si trattano per la prima volta, nuovo splendore a quelli desueti, chiarezza a quelli oscuri, attrattiva a quelli noiosi, credibilità a quelli che sono incerti, e rendere insomma a tutti la loro natura e alla natura tutto ciò che le è proprio…”. Plinio il Vecchio, Storia Naturale, Prologo.

 

Inaugurato nel 1996, il Museo della preistoria della Tuscia e della Rocca Farnese è collocato nella parte più alta del paese di Valentano, ospitato nella monumentale Rocca Farnese sapientemente restaurata dopo anni di lungo lavoro, nel cuore del centro storico.

Un vero e proprio scrigno che custodisce reperti straordinari, esposti in numerose sale e ordinati in due sezioni principali: quella preistorica e quella medievale rinascimentale e moderna.

Nella prima sezione sono esposti manufatti dell’Alto Lazio (Tuscia) risalenti ad un’epoca compresa tra il paleolitico inferiore e l’età del ferro provenienti dai più importanti siti del territorio. Fra tutti va ricordato senza dubbio l’insediamento su palafitte, oggi sommerso ma noto fin dagli inizi degli Settanta del secolo scorso, del Lago di Mezzano. Questo piccolo specchio d’acqua, custodito nel cuore della Caldera di Latera nel territorio di Valentano, ha restituito, grazie alle numerose ricerche, una grande quantità di vasellame in ceramica, molti dei quali integri, vari strumenti di lavoro in bronzo, come le asce, e oggetti di ornamento, come i due bellissimi spilloni. Dalle acque del lago, inoltre, provengono due veri e propri gioielli della collezione museale, unici nel territorio e splendidamente conservati, quali sono le due spade in bronzo dorato. Realizzate non per l’uso, cioè come armi da offesa, bensì come oggetti di offerta, furono deposte sui fondali lacustri circa tre millenni orsono.

Nella seconda sezione sono esposti reperti che raccontano lo sviluppo del territorio a partire dall’Alto Medioevo, con una particolare attenzione alla storia della Famiglia Farnese fra il 1300 e il 1600; molto interessante è la ricchissima raccolta di maioliche rinvenute nei “butti” del castello, tra cui si segnala il corredo matrimoniale di Pier Luigi Farnese e Gerolama Orsini (1519).

Il percorso espositivo trova compimento nella saletta etrusca, dove è esposta la collezione con pregevoli ceramiche provenienti da Cerveteri e Vulci, ricche città etrusche di un tempo, donata dal Vescovo Giovanni D’Ascenzi, e in quella dedicata alla cosiddetta “Tavoletta Enigmatica”, straordinario oggetto preistorico ritrovato nella Caldera di Latera.

La stessa Rocca Farnese, abitata dalla famiglia omonima dalla metà del 1400 fino alla distruzione di Castro, costituisce un interessante percorso architettonico e storico-artisitico fra cui spiccano il cosiddetto “Cortile d’Amore” e il pozzo del Sangallo, la loggia di Paolo III, la “Scala Santa”. Affascinante e suggestiva la terrazza panoramica cui si accede dalla sommità della grande Torre Ottagonale.

Fabio Rossi

Direttore del Museo della preistoria della Tuscia e della Rocca Farnese

Piazza della Vittoria, 11
I – 01018 Valentano (VT)
tel. +39 0761/420018 / e-mail: museo.valentano@alice.it
web-site: www.simulabo.it
FB: www.facebook.com/MuseoDellaPreistoriaDellaTusciaEDellaRoccaFarnese
Foto: Archivio Museo della preistoria della Tuscia e della Rocca Farnese