La piattaforma Monteneri gestisce lo sviluppo di diversi progetti, per clienti che spaziano dalla moda al design, attraverso più project manager, specialisti nella pelletteria o nella lavorazione del legno, di pietre, metallo e materiali compositi. Intervista con Emiliano Di Biagio, project manager, falegname e specialista in Scienze forestali presso Monteneri.

Raccontaci la tua esperienza con Johan Brunel, nel seguire la sua produzione della sauna.


EDB: E’ stata sicuramente una bella sfida. Ho messo al servizio di Johan le mie capacità nella lavorazione del legno, per poter trovare soluzioni alle sue idee, ma sempre nel rispetto delle stesse. Ho agevolato il suo lavoro risolvendo le problematiche legate al taglio del legno all’origine. Abbiamo sfruttando spessori di materiali più facili da trovare e più adatti alla sua creazione rispetto a quelli che lui stesso aveva pensato in fase progettuale, ma mai senza stravolgere la sua idea.
Il legno, infatti, è un materiale vivo, che deve essere lavorato in maniera tale da essere mantenuto stabile nel tempo. Abbiamo sfruttato il suo design, con i materiali che riuscivo a fornirgli rispettando le tempistiche. Ma la cosa più bella è stato bello il confronto e la condivisione di esperienze con lui. Questo ha reso il lavoro così appassionante e coinvolgente.

Come mai hai deciso di fare il falegname? Cosa ti piace del legno?


EDB: Ho iniziato da piccolo. La mia prima costruzione è stata la casa delle bambole per mia sorella. Avevo sette anni e ho cominciato a lavorare il legno a mano. E’ in quell’occasione che ho scoperto la mia passione per il legno, un materiale nobile, facilmente plasmabile anche con attrezzi poco professionali (con un piccolo scalpello o una sega, per esempio). Crescendo è maturato sempre di più in me l’amore per questo materiale tanto da scegliere di iscrivermi a Scienze forestali. Contemporaneamente ho sviluppato anche la passione per la musica, tanto da decidere di costruire due chitarre elettriche. Ho studiato tanto e imparato le tecniche presso dei laboratori liutai. Insomma, ho sempre plasmato il legno in maniera a me più congeniale. Ho iniziato così a lavorare presso delle falegnamerie come dipendente. Il legno, per me, è amore per la natura, che vivo quotidianamente ma mai in maniera scontata. Infatti, da sempre, in ogni posto dove sono andato, ho preso un seme o una piantina che poi ho piantato nel mio terreno. Oggi sono alberi alti sei, sette metri. Ho un giardino con un incredibile varietà di piante. E non potrei mai pensare di tagliare uno di questi alberi: sono come miei figli.

Sei nato a Valentano, che si trova tra il lago di Bolsena e il lago di Mezzano. Qual è il tuo rapporto con questi laghi?


EDB:  Se penso al lago, penso innanzitutto al legame con la vegetazione del territorio. Il lago di Mezzano con la sua natura incontaminata ospita dei faggi che sono cresciuti a una quota inferiore rispetto al normale, perché sono delle reminiscenze dell’Era Glaciale.  Al di là di questo, lago significa relax. La tranquillità del lago, le piccole spiagge, la pesca, il contatto con la natura: questo mi fa sentire bene. A volte, mi sono ritrovato a ritagliarmi delle pause durante il lavoro e a trascorrerle al lago. E così che mi rigenero. D’altronde mia madre è figlia di pescatori del lago. Forse è una questione genetica.

Intervista di Andrea Spezzigu