In occasione della mostra “Crafting the future”, organizzata da Camera Nazionale della Moda al Mudec di Milano a settembre 2016, Monteneri è stato invitato a collaborare con Andrea Incontri, designer basato a Milano, per la realizzazione della Reunion bag.

Il designer ha fondato nel 2009 il suo marchio eponimo, partendo da un progetto di pelletteria a-gender. Architetto per formazione, Andrea applica alla moda la stessa qualità progettuale che si adotta nei progetti di industrial design, nell’arredo, nella contaminazione degli stili di vita, intrecciando forme e superfici e creando una storia stilistica in divenire. E’ oggi anche creative Director Tod’s Uomo. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lui. Ecco cosa ci ha raccontato.

Che cosa hai voluto raccontare con la Reunion bag?

Il mio marchio è fortemente legato alle forme. Design è una parola chiave, quasi più di fashion design e così con la Reunion bag ho voluto raccontare una storia di attitudine dove la parola discrezione tende all’eleganza. Un progetto che racconta l’uomo e la donna, il rapporto con il viaggio e la voglia di essere rigorosi nella ripetizione dei volumi semplicemente in scala dimensionale.

Che cosa rappresenta per te oggi il Made in Italy?

Significa tutto. Credo che debba essere percepito come qualcosa di raggiungibile. Non di elitario. Deve essere qualcosa di vicino, alla portata di tutti. Perché in un mondo schizofrenico negli acquisti si possa ritrovare il giusto bilanciamento tra l’inaccessibilità di un oggetto del desiderio fortemente pensato e la velocità di consumo di un articolo poco costoso ma realizzato senza rispettare i valori del Made in Italy. Acquistare oggi un prodotto italiano di qualità deve significare investire in un qualcosa che possa essere raccontata nel tempo.

In questo preciso momento storico, ritengo che aziende come Monteneri debbano essere orgogliose del percorso scelto e designer come me onorati di trovare aziende che riescono a seguire la disciplina coraggiosa di non accettare compromessi e fare della qualità la loro mission. Questo sì che segna una vera testimonianza per l’Italia della qualità del saper fare.

 

Intervista di Andrea Spezzigu