Zac Dakravi, Macchinista, Cooperativa Pieffe

 

Sei giovanissimo, come nasce il tuo lavoro di artigiano?

Sono arrivato in Italia all’età di 12 anni. La mia famiglia viene dal Marocco, dove esiste una grande tradizione legata alla pelletteria. Tuttavia, nessuno di loro fa il pellettiere e io stesso ho fatto tanti lavori prima di essere assunto presso DiMar Group. Ho fatto il cameriere, sono stato elettricista ma mai pellettiere. Io non sapevo neanche come fosse fatto un portafoglio. Ora, invece, mi occupo proprio di piccola pelletteria! Il fatto è che quando sei giovane, hai voglia di crescere. E io voglio essere importante. Man mano, andando avanti con gli anni, ho imparato a usare le varie macchine e oggi posso dire di aver anche insegnato già ad altri come usarle e sono già in grado di trasmettere quello che ho imparato. Questo è forse uno degli aspetti più stimolanti di questo lavoro.

 

Cosa vuol dire per te essere un artigiano?
E’ la scoperta continua di nuove tecniche, di nuove abilità. E’ la possibilità di mettermi continuamente alla prova. Ho la fortuna di essere coinvolto nella produzione di nuovi modelli e questo rappresenta uno stimolo importantissimo che mi porta a superare i miei limiti. Mi piace quando posso sperimentare nuovi sistemi e accrescere le mie competenze. Altrimenti mi sentirei sprecato.

 

Come ti vedi fra 10 anni?
E’ un settore che offre grandi opportunità di crescita e questo rappresenta un grande stimolo. Vorrei intanto crescere. Sono ancora giovane e devo apprendere tanto. Non mi sento certo arrivato. Sento che ne ho ancora bisogno. Un giorno sarò un tecnico specializzato o forse un modellista e può darsi che aprirò il mio atelier. Sicuramente vorrei trasmettere il mio saper fare e dimostrare così il mio talento. Fintanto che ci saranno opportunità di crescita, farò il pellettiere e il fatto di lavorare per brand tanto importanti a livello internazionale mi dà coraggio, stimoli, motivazioni. Mi fa sentire importante!

 

Intervista di Andrea Spezzigu